Il beato Giovanni Paolo II ci invita a convertirci alla vita

Immagine dell'Editoriale del parroco del giorno 19 febbraio 2012
Domenica, 19 Febbraio, 2012

Il rimprovero che Papa Wojtyla muove alla società moderna è che essa, mentre riesce a provare orrore per i crimini nazisti, per le Foibe e per altri delitti, si rifiuta di comprendere che anch'essa è già sulla china della completa insensibiltà morale. Il nuovo “Olocausto”, per Giovanni Paolo II, è quello che su scala mondiale avviene contro la vita nascente e i nuovi lager sono i reparti di maternità, dove si accumulano gli aborti (nel 2011 ci sono stati 40 milioni di aborti nel mondo); le nuove manipolazioni della razza avvengono nei laboratori delle tecniche genetiche; le nuove camere a gas sono i letti degli ospedali dove si pratica l'eutanasia; la nuova strage degli Innocenti è causata dai nuovi Erode, che continuano a costruire armi per eliminare chi potrebbe collaborare per la nuova società dell'accoglienza dell'altro.

E' qui che nasce la passione apostolica del papa polacco, che è venuto da lontano, e anche le sue durezze e i suoi rimproveri, contro questo dramma.

Basta leggere la sua Enciclica “Evangelium Vitae” del 1995, dove afferma:
”Oggi l'annuncio si fa particolarmente urgente per l'impressionante moltiplicarsi ed acutizzarsi delle minacce alla vita delle persone e dei popoli, soprattutto quando essa è debole e indifesa... larghi strati dell'opinione pubblica giustificano alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti della libertà individuale e, su tale presupposto, ne pretendono non solo l'impunità, ma persino la autorizzazione da parte dello Stato, al fine di praticarli in assoluta libertà ed anzi con l'intervento gratuito delle strutture sanitarie...La stessa medicina, che per sua natura è ordinata alla difesa e alla cura della vita umana, in alcuni suoi settori si presta sempre più largamente a realizzare questi atti contro la persona e in tal modo deforma il suo volto, contraddice se stessa e avvilisce la dignità di quanti la esercitano...Allora tutto è negoziabile: anche il primo dei diritti fondamentali, quello alla vita...Il ventesimo secolo verrà considerato un'epoca di attacchi massicci contro la vita, un'interminabile serie di guerre e un massacro permanenete di vite umane innocenti...Smarrendo il senso di Dio, si tende a smarrire anche il senso dell'uomo, della sua dignità e della sua vita...Noi siamo – conclude il Papa – il popolo della Vita perché Dio nel suo amore gratuito, ci ha donato il Vangelo della Vita.

In questi giorni, siamo sempre più esterrefatti alla notizia delle atrocità perpetrate in Siria e dell'atteggiamento di una parte dell'Europa nei confronti della Grecia... E' da rimanere “indignati” come uomini e molto più come cristiani!

Questo sistema diabolico contro la vita deve essere assolutamente condannato e sradicato dal pianeta Terra, perché già condannato e vinto dallo stesso Gesù, nostro unico Maestro e Dio.
Nella prossima Quaresima, la Vergine Madre, Regina della Pace e della Vita e di san Francesco di Assisi, patrono d'Italia, ci facciano strumenti umili e instancabili di pace e di vita!

(Alessio don Severino)

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