...anche il nostro “Grazie” a Benedetto XVI

Immagine dell'Editoriale del parroco del giorno 10 marzo 2013
Domenica, 10 Marzo, 2013

 

A nome del Collegio cardinalizio, così scrive il card. decano Angelo Sodano nel telegramma al Papa emerito Benedetto XVI:

I Padri cardinali riuniti in Vaticano per le loro Congregazioni generali in vista del prossimo Conclave le inviano in coro un devoto saluto con l'espressione della loro rinnovata gratitudine per tutto il suo luminoso ministero petrino e per l'esempio loro dato di una generosa sollecitudine pastorale per il bene della Chiesa e del mondo. La loro gratitudine vuole rappresentare la riconoscenza di tutta la Chiesa per il suo instancabile lavoro nella vigna del Signore. I membri del Collegio cardinalizio confidano infine nelle sue preghiere per loro, come per tutta la Santa Chiesa.
+Angelo cardinale Sodano, decano del Collegio cardinalizio
.

Anche noi con filiale e fraterno ossequio diciamo il nostro affettuoso “Grazie” a Benedetto XVI, con l'augurio di vera pace nel Signore, accompagnandolo con la nostra costante preghiera.

Elezioni 2013
Il “vecchio” riconosca la sua grave omissione e il “nuovo” collabori con responsabilità.

Visto che anche nelle due sezioni 142 e 143 del nostro quartiere si è verificato lo stesso risultato avuto a livello nazionale, relativo ai due principali partiti tradizionali (PD e PDL) e il Movimento 5S, mi permetto di fare una semplice riflessione.

Certamente, in Democrazia, il Popolo è sovrano. E', quindi, giusto accogliere con animo libero il verdetto. Esso ci presenta il nostro Paese in un momento difficile, ma non disastroso. La situazione “attuale” è nelle mani di tutti, è nelle nostre mani. E allora siamo “maturi, saggi e intelligenti”(Dt.4,6), alla luce della Parola di Dio, per incontrare una soluzione, che rimetta il nostro bel Paese nella fiducia delle altre Nazioni. Ricordiamo che siamo famiglia, siamo popolo santo per il battesimo ricevuto. Riconoscendo con umiltà gli errori passati o omissioni, sediamoci allo stesso tavolo, dialoghiamo, avendo davanti ai nostri occhi la Carta d'identità, che proclama che siamo “cittadini alla pari”.

Siamo “umili” mettendo sopra questo tavolo solo ciò che ci unisce, come diceva il b. Giovanni XXIII, gettando fuori quell'odio inveterato e scomunicato, che impedisce ogni possibile avanzo. L'andare a nuove elezione è sottoscrivere la nostra “immaturità civica” e dichiarare il nostro “gravissimo” mancato rispetto reciproco!

San Giovanni Bosco, al suo tempo, parlava di Politica del Padre nostro. Siamo tutti fratelli.
Il Bene Comune, la comune dignità umana, il lavoro per tutti, la salute e l'istruzione, il reciproco rispetto, la consapevolezza che ciascuno ha qualche cosa da dare e da ricevere, il volto di chi ci ha preceduto e il volto di chi ci seguirà, sono i valori che devono essere presenti nella nostra testa e nel nostro cuore per scrivere questa difficile, ma storica pagina della nostra Patria. Certamente vogliamo essere ricordati in bene nel futuro! Amiamo il nostro Paese, la nostra Città, come Gesù ha amato e pianto per il suo Paese e la sua Città.

Ci accompagni la protezione della Vergine Maria, Regina della Pace e i nostri Santi Protettori.

(Alessio don Severino)

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