Pasqua del Signore

Immagine dell'Editoriale del parroco Pasqua del Signore
Domenica, 28 Marzo, 2010

Sorprendente novità e drammatica bellezza del Cristianesimo

“Dio è amore”(1Gv4,8) e l'essere umano trova la sua unità nella relazione con Dio. Infatti, l'uomo non è solo una realtà psichica e fisica, è anche una realtà spirituale. Trova, quindi, la sua realizzazione nell'incontro con Dio e nella pratica del comandamento dell'amore.

Ora, noi ci accorgiamo che veniamo immersi sempre di più in un universo pagano, che si sforza di unificare l'uomo con il cosmo. Come cristiani, sappiamo che non sarà grazie a noi stessi, ma grazie alla comunione con Dio che potremo entrare in armonia con l'universo. E' Dio che realizza l'unità delle nostre esistenze e che vuole la nostra felicità, mostrandoci la via da percorrere, quella di una felicità così grande che durerà sempre, una felicità sulla quale nemmeno la morte avrà la meglio. La via della Vita è l'accoglienza dell'amore di Dio e la pratica di questo amore. Noi siamo profondamente amati dal Signore.

Dio non è una forza cosmica, è un essere personale che si rivolge a noi attraverso Gesù Cristo. Non siamo noi che dobbiamo adattare Dio al nostro desiderio di vita e di felicità, è lui che ci rende idonei a sé, attraverso un legame di amore fedele. Nella Chiesa tutti abbiamo la responsabilità di guidare tutti verso la verità, una verità che non consiste nell'amore teorico di Dio per la persona umana, ma nel suo amore reso tangibile in Gesù, Dio fatto uomo, nato dalla Vergine Maria, che ha sofferto il martirio della croce, che è morto ed è risuscitato il terzo giorno. Dio ci ha amato fino a morirne. Ha preferito versare il suo sangue rimanendo fedele al suo amore per l'uomo piuttosto che rinunciare ad amarlo. Grazie al sangue di Cristo, noi abbiamo la vita eterna: il suo sangue è la sua vita, donata per amore. Dio, infatti, ha risuscitato Gesù e ha perdonato la creatura umana che rifiutava un amore così grande, facendola rinascere per la vita eterna con la grazia dei sacramenti della Chiesa.Annunciamo, quindi, con gioia che Dio, essendo unicamente e completamente amore, è l'unico in grado di guarire le ferite del nostro cuore e della storia.

Dobbiamo vivere questa alleanza libera e responsabile con il Signore della vita. Un'Alleanza che la Chiesa annuncia fin dal giorno della Pentecoste. “Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso”(At. 2,36). E ancora: “Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni. E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi vedete e conoscete: la fede che viene da lui ha dato a quest'uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi”(At.3,15-16).

Riusciremo, oltre che a celebrare in questi giorni, anche comunicare questa sorprendente novità e drammatica bellezza del Cristianesimo, che sa giungere fino al punto più basso e più lontano della nostra umanità come anche della nostra fede?

Che la Vergine Maria ci aiuti a contemplare il mistero della risurrezione di Gesù e a meravigliarci dinanzi alla sua realizzazione nell'oggi della nostra storia della salvezza.

(Alessio don Severino)

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