Montagna Essenziale Formazione...

In questi primi giorni dell'anno, ho avuto l'occasione di vedere all'opera un campo invernale della vs. parrocchia. Dando una mano ad un caro amico e gestore della struttura albeghiera in cui erano ospitati, la curiosità mi ha spinto a dare una occhiata a queste nuove leve ed all'operato di chi li guidava. Bravi i due animatori (che colgo l'occasione per salutare) nella scelta del programma e simpaticissimi ed impegnati i ragazzi. Mi è parso di tornare indietro nel tempo, dico davvero. Complimenti, mi avete davvero fatto divertire e anche dato speranza per il futuro.

Nulla di meglio di un campo ACR in montagna per far formazione a dei giovani, ancor più bello se in un ambiente naturale un po' lontano dai rumori e dalla folla del turismo di massa, dalle luci delle vetrine come quello in cui si son trovati i ragazzi guidati da Silvia e Tommaso. Montagna è essenzialità, e questa rimane una ottima scuola di vita per tutti i giovani d'oggi che devono già imparare ad intuire che togliere è sempre meglio che aggiungere, come ripete spesso un amico scrittore-alpinista friulano che associa la scultura alla vita. Togliere il superfluo, mantenendo l'essenziale di noi. I monti non sono però solo maestri muti che hanno il compito di dar origine a discepoli silenziosi ma anche un grande palcoscenico naturale dove i più giovani possono davvero iniziare a sentire, imparare, comprendere tante cose, un luogo formativo eccezionale e gratuito (!) che andrebbe fatto vivere con maggior frequenza Nella natura c'è ambiente, storia, tradizioni e cultura...non solo riflessione e spiritualità. Per questo auspico che in futuro venga sempre più  coltivato questo aspetto, combinando la riflessione e l'aspetto formativo classico con escursioni ed uscite in ambiente mirate alla cultura della montagna. Una formula certamente vincente, visto che Natura è Dio.

Spesso però non è facile, visto che rischiamo di farci rubare la pace perché non siamo più educati al silenzio ed all’ascolto. Arduo compito per gli animatori del domani. Riempiamo le giornate, i momenti di condivisione con rumori di fondo che, spesso, sono vere e proprie cacofonie. Temiamo il silenzio così come temiamo gli spazi vuoti perché sono gli elementi che ci mettono maggiormente a contatto con noi stessi, con la nostra anima ed il nostro intimo più vero con cui non si può certo barare. Soprattutto in montagna, dove ci siamo solo noi con le nostre forze e Dio. Celiamo magari sotto il cofano di un Suv da quattromila di cilindrata la nostra povertà d’animo nella speranza che esso possa parlare per noi e gridare al mondo chi siamo. Non è questa la strada che ci porterà lontano. Lasciamola a fondovalle l'automobile, mettiamoci una maglietta firmata da noi stessi, basta con gli sms, ed assaporiamo la lentezza del cammino e quanto ci insegna un po' di sana fatica a piedi condivisa con gli amici di sempre. La montagna è il grande mito con cui l’uomo da sempre si è messo alla prova nei secoli, essa incute timore ma ci avvicina anche fortemente all’Onnipotente. Da amante e frequentatore dei monti, Io ritrovo sempre in quei smisurati panorami e silenzi alpini, nella natura c'è la prova indiscutibile e quotidiana della presenza di Dio. E non c’è rumore che possa mettere a tacere la Sua voce e nascondere il Suo grido nell’anima dell’uomo moderno. Insegnamolo ai ragazzi, facendoglielo sentire. Non è così difficile.

Osservando i momenti di silenzio serale dei ragazzi in questi giorni, non posso che dire che possiamo perdonare un bambino che ha paura del buio o di starsene in un bosco di notte con la civetta che canta in sottofondo. La vera tragedia della vita, è un uomo che ha paura della luce. Educhiamo quindi i ragazzi a sentire oggi lo splendore di questa luce senza fine, possiamo farlo con maggior facilità in montagna dove l'ambiente stimola la riflessione, la condivisione, il silenzio. Insegnando ai ragazzi che sarà da loro che dipenderà il futuro della montagna e della terra, della natura; da loro dipenderà evitare di trasformare la montagna in supermarket delle vacanze e solo luogo di divertimento, un luna park d'alta quota dove il silenzio non ci sarà più. La montagna dovrà essere lasciata in pace, dovrà essere maggiormente coccolata e custodita come un inestimabile tesoro che abbiamo avuto in dono dal grande Architetto Cosmico. Perché, lo è davvero. A cominciare dalle risorse vitali, soprattutto la prima: l’acqua. Si può vivere a lungo senza grande cibo, ma come potremmo vivere però senza acqua? Domanda dalla risposta scontata, una dell tante domande che ci si può porre da soli frequentando la natura.

Mi  fermo qui, anche se ci sarebbe tanto altro da scrivere su montagna e formazione dei ragazzi . Sperando che queste righe stimolino qualche sana discussione tra i ragazzi e gli animatori, buon proseguimento d'anno a  tutti voi!!!

AndySpiz