Confermare i fratelli...nell'unità e nella riconciliazione

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Domenica, 29 Marzo, 2009

“Confermare i fratelli...nell'unità e nella riconciliazione”
missione del Vescovo di Roma.


In data 10 marzo 2009, il Papa Benedetto XVI ha inviato una lettera a tutti i Vescovi della Chiesa Cattolica, con la quale – nella prima parte – spiega la sua decisione della remissione della scomunica dei quattro vescovi ordinati dall'arcivescovo Lefebvre nel 1988.
Nella seconda parte della stessa lettera, il Papa ricorda la sua vera missione di Vescovo di Roma, successore dell'apostolo Pietro, in seno alla Chiesa presente nel mondo.

Ritengo necessario trascrivere dal testo le parti relative:

La prima priorità per il Successore di Pietro è stata fissata dal Signore nel Cenacolo in modo inequivocabile: "Tu … conferma i tuoi fratelli" (Lc 22, 32). Pietro stesso ha formulato in modo nuovo questa priorità nella sua prima Lettera: "Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi" (1 Pt 3, 15).
Nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento, la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l’accesso a Dio. Non ad un qualsiasi dio, ma a quel Dio che ha parlato sul Sinai; a quel Dio il cui volto riconosciamo nell’amore spinto sino alla fine (cfr Gv 13, 1) in Gesù Cristo crocifisso e risorto. Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l’umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi ci si manifestano sempre di più. Condurre gli uomini verso Dio, verso il Dio che parla nella Bibbia: questa è la priorità suprema e fondamentale della Chiesa e del Successore di Pietro in questo tempo. Da qui deriva come logica conseguenza che dobbiamo avere a cuore l’unità dei credenti (...nell'impegno ecumenico e nel dialogo interreligioso). La loro discordia, infatti, la loro contrapposizione interna mette in dubbio la credibilità del loro parlare di Dio. Chi annuncia Dio come Amore "sino alla fine" deve dare la testimonianza dell’amore: dedicarsi con amore ai sofferenti, respingere l’odio e l’inimicizia – è la dimensione sociale della fede cristiana, di cui ho parlato nell’Enciclica Deus caritas est.

Se dunque l’impegno faticoso per la fede, per la speranza e per l’amore nel mondo costituisce in questo momento (e, in forme diverse, sempre) la vera priorità per la Chiesa, allora ne fanno parte anche le riconciliazioni piccole e medie.
Che il sommesso gesto di una mano tesa abbia dato origine ad un grande chiasso, trasformandosi proprio così nel contrario di una riconciliazione, è un fatto di cui dobbiamo prendere atto. Ma ora domando: Era ed è veramente sbagliato andare anche in questo caso incontro al fratello che "ha qualche cosa contro di te" (cfr Mt 5, 23s) e cercare la riconciliazione?

Non deve forse anche la società civile tentare di prevenire le radicalizzazioni e di reintegrare i loro eventuali aderenti – per quanto possibile – nelle grandi forze che plasmano la vita sociale, per evitarne la segregazione con tutte le sue conseguenze?
Ma non dovrebbe la grande Chiesa permettersi di essere anche generosa nella consapevolezza del lungo respiro che possiede; nella consapevolezza della promessa che le è stata data? Non dovremmo come buoni educatori essere capaci anche di non badare a diverse cose non buone e premurarci di condurre fuori dalle strettezze? E non dobbiamo forse ammettere che anche nell’ambiente ecclesiale è emersa qualche stonatura ...alla luce del brano di Gal.5,13-15? E che sempre di nuovo dobbiamo imparare la priorità suprema: l’amore?

Il Signore protegga tutti noi e ci conduca sulla via della pace.
È un augurio che sgorga spontaneo dal cuore del Papa Benedetto e che sgorga spontaneo anche dal mio cuore, in questa parte finale del nostro cammino quaresimale, pronti a guardare con speranza rinnovata al traguardo luminoso della Pasqua. La Vergine della Fiducia ci accompagni sempre.

(Alessio don Severino)

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